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Le discriminazioni Una lavoratrice o un lavoratore che ritenga di essere oggetto di discriminazione ha la possibilità di: L’incontro della Consigliera di Parità con la/il lavoratrice/ore discriminata/o ha una funzione conoscitiva circa la natura del problema e permette alla CdP di valutare la situazione: esistono elementi di discriminazione e quali sono le soluzioni possibili? A proposito di discriminazione...
Analisi preliminare Il reperimento di informazioni sul caso offre alla CdP la possibilità di tracciare con la/il lavoratrice/lavoratore discriminata/o le possibili vie d'azione e di valutare le effettive intenzioni. Può succedere che la CdP non sia la referente adeguata per la risoluzione del problema (casi quali il non rispetto del CCNL ed integrativi competono, ad esempio, alla parte sindacale) e indirizzi la persona agli opportuni referenti. |
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Procedura informale
La
CdP si pone in una posizione di mediazione tra lavoratrice/ore e azienda:
L'adozione della procedura informale offre alcuni vantaggi:
Procedure formale Scatta generalmente quando il tentativo di mediazione non sortisce gli effetti sperati: prevede l’attivazione di un’azione in giudizio curata a titolo gratuito. Nel caso in cui la procedura informale non porti a una conciliazione tra le parti, i/le CdP, in qualità di pubblici funzionari, hanno l'obbligo di presentare rapporto all'autorità giudiziaria. L’azione in giudizio viene affidata ad un/a avvocato/a che conduce gratuitamente l’istruttoria per la persona discriminata. Alcuni aspetti della procedura: L'onere della prova sull’insussistenza della discriminazione. • l’accertamento di atti, patti o comportamenti discriminatori nelle aziende alle quali siano stati accordati benefici, o che abbiano stipulato contratti di appalto per l'esecuzione di opere pubbliche, di servizi o forniture, sono comunicati immediatamente dalla direzione provinciale del lavoro territorialmente competente e ai Ministri nelle cui amministrazioni sia stata disposta la concessione del beneficio o dell'appalto. • Le CdP della Provincia di Torino hanno intrapreso con successo due azioni in giudizio. In entrambi i casi hanno richiesto l’attivazione di un’azione positiva all’interno dell’azienda che si è concretizzata in un’azione di informazione e sensibilizzazione nei confronti del personale dipendente, in un caso, e verso l’esterno attraverso assemblee pubbliche e la pubblicazione di spazi informativi su un quotidiano locale, nell’altro. Azioni collettive Comportamenti discriminatori diretti o indiretti di carattere collettivo Nei confronti della segnalazione di comportamenti discriminatori diretti o indiretti di carattere collettivo, contenuti ad esempio in accordi aziendali, in procedure concorsuali, in prassi e comportamenti adottati sui luoghi di lavoro e che penalizzano in modo proporzionalmente maggiore gruppi di lavoratrici o di lavoratori, la CdP provinciale chiede l'intervento della CdP regionale alla quale spetta l’intervento, previsto dalla normativa, per i casi di carattere collettivo.
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