Il ruolo di tutela della Consigliera di Parità
La tutela contro le discriminazione di genere è indicata tra le competenze della CdP dalla legge 125/91 "Azioni positive per la realizzazione della parità uomo-donna nel lavoro" e dal Decreto legislativo 196/2000 "Disciplina dell’attività delle consigliere e dei consiglieri di parità e disposizioni in materia di azioni positive".
E' considerata tra le principali finalità dell’attività istituzionale delle Consigliere di parità e si traduce nella vigilanza sul rispetto del principio di non discriminazione tra uomini e donne nel lavoro pubblico e privato e nella promozione delle iniziative per rimuoverla.
Con discriminazione si intende la condizione per cui una persona è trattata meno favorevolmente di un’altra in base a una caratteristica costitutiva del suo essere: il genere e le tendenze sessuali, il colore della pelle, la provenienza, l’età possono essere tutti fattori che determinano il crearsi di una situazione discriminante in un contesto lavorativo o sociale.
La discriminazione ha a che fare con i pregiudizi, non è motivata dalla conoscenza e dalla valutazione “sul campo” delle capacità di un persona. Si nutre cioè di tutti quei luoghi comuni in cui una cultura, una mentalità ripone paure e insicurezze e che si consolidano nel tempo attraverso gli stereotipi. Le discriminazioni hanno l’effetto, tra gli altri, di pesare gravemente sulla parità di opportunità che le persone dovrebbero avere per crescere e migliorarsi in ambito sociale, culturale, lavorativo.
La discriminazione di genere in ambito lavorativo, di cui si occupa la CdP, agisce in base al sesso o alle tendenze sessuali delle persone.
Per quanto molto diffusa è talvolta difficile da identificare perché indiretta, cioè solo all'apparenza neutra e difficilmente individuabile.
Sono soprattutto le donne a subire le principali discriminazioni nel mondo del lavoro, non è una novità. Seppur capaci e determinate, a partire dai percorsi scolastici e formativi, dove mediamente ottengono risultati migliori e in minor tempo rispetto ai colleghi maschi, pagano per tutti il prezzo di pregiudizi e della difficile conciliazione tra famiglia e lavoro.
Le discriminazioni nei confronti delle donne hanno come alleati i momenti di difficoltà del mercato, l’aumento di flessibilità contrattuale, le difficoltà ad affrontare cambiamenti nell’ambito organizzativo del mondo del lavoro.
Su questo terreno le Consigliere di Parità della Provincia di Torino hanno cercato di avviare servizi, iniziative, reti di intervento per conoscere il fenomeno, prevenirlo negli ambienti di lavoro e sostenere le persone in difficoltà.
La lotta contro le discriminazioni riguarda tutti e parte dal nostro modo di pensare, di accettare o no atteggiamenti o comportamenti discriminatori talvolta indiretti, nascosti, accettati perché “tanto è così”.
Interessa soprattutto gli ambienti di lavoro dove è necessario adottare soluzioni che possano prevenire il nascere di discriminazioni e garantire a donne e uomini di accedere e operare in un contesto che li valorizzi e permetta loro di sviluppare appieno le loro capacità.
Il tentativo è possibile, per questo offriamo la nostra disponibilità e collaborazione, certe che solo grazie al lavoro comune potremo incidere veramente a favore di un cambiamento.