Azioni Positive

 

Compaiono nella legislazione italiana negli anni '90. Hanno l'obiettivo di ridurre il divario di genere nel mondo del lavoro e di favorire, grazie all'introduzione di misure per le donne, la rimozione degli ostacoli che di fatto impediscono la realizzazione di pari opportunità (leggi 125/91 e 215/92).

Azioni positive hanno lo scopo di:
a) eliminare le disparità di fatto di cui le donne sono oggetto nella formazione scolastica e professionale, nell'accesso al lavoro, nella progressione di carriera, nella vita lavorativa e nei periodi di mobilità;
b) favorire la diversificazione delle scelte professionali delle donne in particolare attraverso l'orientamento scolastico e professionale e gli strumenti della formazione; favorire l'accesso al lavoro autonomo e alla formazione imprenditoriale e la qualificazione professionale delle lavoratrici autonome e delle imprenditrici;
c) superare condizioni, organizzazione e distribuzione del lavoro che provocano effetti diversi, a seconda del sesso, nei confronti dei dipendenti con pregiudizio nella formazione, nell'avanzamento professionale e di carriera ovvero nel trattamento economico e retributivo;
d) promuovere l'inserimento delle donne nelle attività, nei settori professionali e nei livelli nei quali esse sono sottorappresentate e in particolare nei settori tecnologicamente avanzati ed ai livelli di responsabilità;
e) favorire, anche mediante una diversa organizzazione del lavoro, delle condizioni e del tempo di lavoro, l'equilibrio tra responsabilità familiari e professionali e una migliore ripartizione di tali responsabilità tra i due sessi.

Il Codice delle Pari Opportunità tra uomo e donna , riprendendo la legge 125/91 “ Azioni positive per la realizzazione della parità uomo-donna nel lavoro”, attribuisce alle CdP funzioni e compiti specifici per il loro raggiungimento.
I compiti assegnati alle CdP riguardano la promozione delle azioni positive, in particolare nei confronti di:

 

 


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