Il lavori delle donne:
le donne migranti in Provincia di Torino

Presentati i primi risultati della Ricerca -Azione "I lavori delle donne" promossa dalla Consigliera di Parità provinciale, in collaborazione con l’Assessorato al Lavoro della Provincia di Torino, per approfondire la situazione lavorativa delle donne migranti in provincia di Torino.


«Abbiamo voluto approfondire i motivi per cui tra i numerosi casi di discriminazione trattati dal nostro ufficio (oltre 350 fino ad oggi) pochissimi riguardano le donne straniere – ha spiegato la Consigliera di Parità della Provincia di Torino, Laura Cima - Consapevoli dell’importante lavoro svolto dalla rete dei mediatori e delle mediatrici interculturali presso i Centri per l’Impiego e dalle associazioni che supportano le lavoratrici e dei lavoratori migranti, abbiamo voluto partire da loro per capire quali sono le maggiori difficoltà e le aspettative delle lavoratrici migranti».

Dalla ricerca emerge che le donne straniere che lavorano in provincia di Torino sono impiegate soprattutto nei lavori di cura anche se vorrebbero accedere ad altre professioni e ambiti lavorativi ma fanno fatica a veder riconosciute le loro qualifiche professionali e i titoli di studio. Faticano a conciliare tempi di vita e di lavoro e sono particolarmente esposte alla precarietà lavorativa, fattore che le vede spesso

costrette ad accettare qualsiasi tipo di lavoro e di condizione; e se i problemi di conciliazione e di precarietà le accomunano alle donne italiane, l’essere migranti aggiunge il problema specifico del rinnovo del permesso di soggiorno.

«La ricerca, di tipo qualitativo – ha spiegato la Presidente del Cirsde Franca Balsamo che ha curato l’attività – ha voluto far incontrare professionalità che hanno a che fare con le lavoratrici migranti, seppur in ambiti differenti, per aprire un confronto su metodologie di approccio alla raccolta dei dati e all’accoglienza della persona migrante, al sostegno fornito per far incontrare domanda e offerta.
Dai quattro focus group sono emerse molte sfumature: dalla voglia delle donne migranti di sperimentarsi e formarsi per migliorare la loro posizione lavorativa, alle delusioni che spesso seguono i percorsi formativi rispetto alle possibilità d’impiego, al timore di perdere il lavoro, alla difficoltà nell’acquisire autonomia, aspetto che implica la dipendenza dal marito, anche in casi di violenza. Le donne migranti vivono anche molte difficoltà nella gestione di famiglia e lavoro, da cui deriva una minor disponibilità a lavorare a domicilio 24h/24, legate spesso ai problemi di trasporto. Per le residenti al di fuori dell’area metropolitana, in particolare, la minor disponibilità di servizi di trasporto e la mancanza di mezzi propri (spesso non hanno la patente di guida) è vincolante».
L’Assessore alle Pari Opportunità, Aurora Tesio ha sottolineato l’importanza del lavoro in rete avviato su questo tema per la sperimentazioni di nuove soluzioni a favore delle donne migranti e che vede impegnata la Provincia anche attraverso l’assessorato alla Solidarietà Sociale oltre che gli Assessorati alle Pari Opportunità e al Lavoro.

«La ricerca ci pone di fronte alla necessità di individuare nuove soluzioni che aiutino le lavoratrici migranti a risolvere i problemi di conciliazione, che sono alla base di molte discriminazioni - spiega ancora la Consigliera di parità – Supporto fondamentale per le lavoratrici italiane nelle cosiddette attività di cura, hanno a loro volta difficoltà nella cura dei loro familiari, in cui sono completamente delegate dai loro mariti.
Per informare lavoratrici e lavoratori stranieri sulla normativa che garantisce la tutela alla maternità e paternità rispetto al lavoro, abbiamo voluto proporre la versione in 6 lingue scelte tra quelle più parlate in Provincia di Torino: arabo, francese, inglese, albanese, rumeno, spagnolo, della campagna “I nostri auguri tra opportunità e diritti”».

Tra le novità anche uno studio di fattibilità, avviato dall’Assessorato al Lavoro della Provincia per individuare un modello integrato di gestione di servizi a sostegno dell’incontro tra domanda e offerta nel settore dell’assistenza domiciliare. Per la prima volta lo studio si propone di definire un intervento del servizio pubblico nel favorire l’incontro tra domanda e offerta nel settore specifico dei lavori di cura.

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