Donne e lavoro: guardiamo al futuro

Una riflessione sulla situazione del lavoro femminile in provincia di Torino attraverso un confronto ragionato di dati di carattere nazionale, regionale e provinciale e rispetto agli obiettivi europei.

 

Promossa dalla Consigliera di Parità provinciale, la tavola rotonda che si è tenuta il 17 dicembre, ha concluso il percorso formativa dedicato alle referenti di parità dei Centri per l'impiego e ha visto la partecipazione della dott.ssa Linda Laura Sabbadini ISTAT - Direzione centrale per le indagini su condizioni e qualità della vita - e di esperte ed esperti che hanno analizzano la situazione del lavoro in una prospettiva di genere: gli ingressi e la permanenza delle donne nel mercato del lavoro, il precariato e i supporti alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

La situazione attuale è stata analizzata alla luce del panorama nazionale che ha visto un aumnento del 20,6% delle persone in cerca di occupazione e l’aumento di un punto percentuale, al 6,7%, del tasso di disoccupazione nel primo semestre 2008.


Quali sono gli aspetti che rischiano di penalizzare le donne all’affacciarsi di una crisi che si sta profilando preoccupante?
«Il nostro paese è penultino in Europa per occupazione femminile - ha spiegato Laura Cima - è solo al sedicesimo posto rispetto all’investimento nei servizi per l’infanzia (appena lo 0,5% del pil), ha il tasso di inattività delle donne al 49,3% contro il 23,2% di paesi come la Svezia.
Va meglio nella nostra Provincia dove politiche attente alle donne hanno favorito l’occupazione femminile che raggiunge il 56%. Per quanto riguarda la conciliazione dei tempi di vita e lavoro, uno dei fattori di maggior esclusione per le donne, molto è ancora da fare e lo percepiamo nettamente dalle difficoltà che ci segnalano le lavoratrici e i lavoratori alle prese con il costo dei nidi, anche comunali, con i licenziamenti e il propagare delle dimissioni per maternità. Per questo servono interventi concreti».

 

«L’occupazione femminile in Provincia di Torino si avvicina molto a quell’obiettivo indicato per il 2010 dalla Conferenza di Lisbona del lavoro femminile al 60%. Un risultato raggiunto con fatica e con l’impegno di tutti, anche delle istituzioni – ha sottolineato l’Assessore alle pari Opportunità Aurora Tesio – E’ necessario riflettere e far di tutto perché le donne non arretrino su questo punto, tornando “a casa”, ma guardando piuttosto a modelli di intervento messi in atto da paesi come la Spagna che in pochi anni ci hanno addirittura supertati nel tasso occupazionale femminile».

Intervista alla dott.ssa Linda Laura Sabbadini

ISTAT

 

Ed è sul tema della difficile conciliazione tra tempi di vita e di lavoro che la la Consigliera di Parità supplente Ivana Melli ha voluto fornire un approfondimento rispetto al dato fornito dalla Direzione provinciale del Lavoro – Servizi Ispettivi - rispetto alle dimissioni delle donne entro il primo anno di età del figlio.
Il monitoraggio sul 2007, presenta nuovamente una situazione preoccupante, la stessa che nel 2002 aveva dato vita alla campagna informativa sui congedi parentali “I nostri auguri tra opportunità e diritti”.
Nel 2007 sono state nuovamente 720 le donne (60 al mese) che hanno rassegnato le dimissioni dal lavoro entro il primo anno di età del bimbo. La tendenza positiva dal 2003 che aveva permesso di raggiungere il livello minimo nel 2006 con 624 donne dimissionarie entro il primo anno di età del figlio (52 al mese), ha visto una nuova crescita nel 2007 di circa 100 unità. «Un dato legato a problematiche già conosciute – ha spiegato la Consigliera - quali la difficoltà delle aziende di concedere part-time o altri stumenti di flessibilità organizzativa o la carenza e inaccessibilità economica dei servizi per la cura dei bambini ma che richiede una nuova riflessione rispetto alle recenti evoluzioni del mercato del lavoro».

 

 

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