Ricerca-azione “I lavori delle donne”

La ricerca-azione promossa dalla Consigliera di Parità della Provincia di Torino Laura Cima e dall’Associazione AlmaTerra, ha permesso di conoscere meglio l’attuale situazione dei lavori delle donne e del mercato del lavoro, con particolare attenzione alle donne migranti e al settore dei lavori di cura, bacino di primaria importanza per il lavoro delle donne migranti. Si è proposto, inoltre di valorizzare la figura e il ruolo delle/dei mediatrici/mediatori interculturali presenti nei Centri per l’Impiego e preziosi intermediatori per fornire informazioni e accompagnamento alle persone straniere in cerca di lavoro.

La lettura di genere del mondo del lavoro, monitorato dalla Ricerca-azione “I lavori delle donne” evidenza problematiche specifiche e altre comuni alle donne italiane.

Il fattore conciliazione vita-lavoro è sicuramente il più spinoso: le donne hanno difficoltà sia a gestire insieme figli e lavoro (a causa della scarsità di posti negli asili nido o altri centri educativi e di custodia) sia difficoltà negli spostamenti, a causa della scarsità dei mezzi di trasporto. Quest’ultimo problema riguarda soprattutto la Provincia di Torino e risulta spesso acuito per le donne straniere, che si trovano nel nostro paese senza la rete di sostegno dei familiari, quasi mai sono in possesso della patente di guida e sono completamente delegate alla cura dei figli da mariti/partners.
Le donne straniere segnalano, nello specifico, difficoltà linguistiche, per cui necessitano di corsi di alfabetizzazione, richiedono inoltre formazione, dimostrando più interesse rispetto agli uomini, anche se, riemerge il problema della conciliazione rispetto alla fruizione (per cui servirebbero servizi di baby-parking/baby-sitting durante i corsi). Molte donne sono in possesso, inoltre, di titoli di studio che non riescono a far riconoscere e che permetterebbero loro di accedere a lavori differenti rispetto alla badanza.
Il lavoro di cura sembra restare ancora la tipologia di lavoro maggiormente ricercata dalle donne straniere. Negli ultimi anni però gli/le operatori/operatrici stanno notando dei mutamenti:
• le donne giovani e le seconde generazioni cercano di valorizzarsi maggiormente e cercano altri tipi di lavoro;
• è sempre più difficile trovare persone disponibili a lavorare a domicilio 24h/24;
• è necessario incentivare la ricerca di nuove soluzioni (ad esempio l’assunzione di due persone, il job sharing) e tentare di valorizzare le competenze di quelle donne che vorrebbero tentare altri tipi di lavoro.
Il fattore discriminazione emerge ancora fortemente nei confronti delle donne ed aumentano se la donna ha figli ed è straniera. Le donne straniere hanno però problemi specifici, tra cui quello del permesso di soggiorno.

Il problema della conciliazione amplifica per le donne quello della precarietà e mina il loro progetto di autonomia in questo paese. Ciò costringe le donne migranti ad accettare qualsiasi tipo di lavoro e di condizione. La mancanza di autonomia implica la dipendenza dal marito e l’impossibilità di lasciarlo in caso di violenza.

Ricerca-azione "I lavori delle donne" a cura di: Associazione Almaterra, Associazione A.S.A.I., Associazione Culturale Filippina del Piemonte, Cirsde Centro Interdisciplinare ricerca e studi delle donne

 

 

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