Seminario formativo:
DISCRIMINAZIONI DI GENERE NEL LAVORO:
DAI DATI - ALLE AZIONI
Novità legislative e attori della conciliazione
Promosso dalle Consigliere di Parità della Provincia di Torino Laura Cima e Ivana Melli in collaborazione con: l'Ordine degli Avvocati della Provincia di Torino, l'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino, l'Ordine dei Consulenti del Lavoro della Provincia di Torino
Intenso, partecipato e ricco di contenuti il seminario che si è tenuto l'8 aprile presso l'Auditorium della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino e che ha ricevuto il saluto del Presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta, dei Presidenti dei tre ordini professionali coinvolti, rispettivamente: Mario Napoli (Ordine degli Avvocati di Torino), Riccardo Travers (Ordine dei Consulenti del lavoro di Torino), Aldo Milanese (Ordine Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Torino).
Di grande interesse l'intervento della Consigliera nazionale di Parità Alessandra Servidori che ha voluto illustrare ai partecipanti le principali azionio intraprese a livello governativo rispetto alla parità di genere nel lavoro, sollecitare una loro massima attenzione sul tema anche attraverso la conoscenza e consapevolezza che esistono aspetti irrisolti e nodi critici.
Le Consigliere di Parità, Laura Cima e Ivana Melli, hanno presentato il loro bilanco di attività, che nel mese di maggio si conclude con la scadenza del loro secondo mandato quadriennale, e l'analisi dei casi trattati nel corso del 2009 con alcune riflessioni rispetto all'andamento dell'attività di tutela nel periodo 2001-2009.
Sono 488 i casi trattati dalle Consigliere di parità dal 2001 al 31 Dicembre 2009. L ’attività della Consigliera è stata in continua ascesa, con una punta massima nel 2008 e lieve calo nel 2009, frutto di un notevole impegno della Consigliera in attività di “promozione”: pubblicazioni, convegni, conferenze stampa, reti sul territorio, sito internet. Tutti mezzi messi in atto con il fine di far conoscere alle persone l’attività della Consigliera, fuori dai luoghi istituzionali, per potenziare le attività di “Tutela” nei confronti di chi si sente discriminato o discriminata nel luogo di Lavoro.
CASI 2009
Richieste di informazioni sui diritti legati alla maternità, sulla conciliazione dei tempi lavoro/famiglia (richiesta part-time, flessibilità orario), sulle molestie, su demansionamento e mobbing, su discriminazioni dirette; sono alcuni dei circa 400 quesiti giunti all’ufficio della Consigliera di parità della provincia di Torino nel 2009. Lavoratrici e lavoratori hanno contattato la Consigliera telefonicamente o via e-mail ricevendo risposte puntuali e suggerimenti su come affrontare una situazione difficile sul lavoro, in alcuni casi incontrando la Consigliera di Parità per una approfondimento.
86 è invece il numero dei casi di discriminazione sul lavoro di cui la Consigliera di Parità si è fatta carico attivando, quando richiesto, una mediazione con l’azienda per favorire la risoluzione del problema.
L’esito della mediazione è stato positivo In 19 casi mentre per altri 4 casi è stato necessario un intervento in giudizio. Trenta casi sono stati risolti positivamente nell’ambito della consulenza mentre 15 sono tuttora in corso. Nella casistica sono compresi una decina di casi interrotti dall’utente o inviati a un altro ufficio competente.
Per quali motivi ci si rivolge alla Consigliera di Parità?
La “conciliazione” lavoro e famiglia, nel 31% dei casi, è l’ambito più problematico per le donne, soprattutto con figli. Qui vengono spese molte energie da parte della Consigliera per cercare di negoziare con l’azienda il rispetto delle tutele previste dalla normativa e una maggior flessibilità nei confronti di difficoltà, talvolta temporanee, della persona che compromettono nei fatti la loro capacità produttiva.
Molte le segnalazioni di “mobbing”, il 28%, che la Consigliera affronta qualora sia presente la componente di genere, invitando la lavoratrice o il lavoratore a rivolgersi per competenza al Sindacato cui sono inviati il 19% dei casi.
Il 12% dei casi sono multipli, colpiscono cioè la persona su più fattori: genere, maternità, demansionamento, età, formazione, ecc.
Il 10% dei casi riguardano le molestie e rappresentano solo la punta dell’iceberg del problema. Le Consigliere di Parità rilevano, infatti, molta resistenza a far emergere queste situazioni a causa dell’oggettiva difficoltà nel dimostrare i fatti e di intervenire nella difesa della lavoratrice.
Il profilo della persona discriminata
• donna (93%)
• italiana (95%)
• tra i 35 e 40 anni (33% delle persone che utilizzano il servizio hanno un’età compresa tra i 30 ed i 39 anni.)
• diplomata (42%,)
• nucleo parentale (70%) composto da 2 adulti ed un figlio/figlia (31%)
• lavora presso aziende private (79%) con più di 15 dipendenti
• impiegata (62%)
• con contratto a tempo indeterminato (68%)
• durata carriera lavorativa da 1 a 9 anni (60%) con leggera prevalenza tra 1 e 4 anni rispetto ai 5-9 anni
• settore servizi
Una rete contro le discriminazioni
Molte segnalazioni sono state mediate da enti e organizzazioni con i quali negli anni è stata rafforzata la sinergia finalizzata al contrasto delle discriminazioni: centri per l’impiego attraverso la Referente di parità, la Direzione provinciale del lavoro - servizio Ispettivo e le Organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil - ufficio Vertenze. Altri arrivano attraverso il passaparola o la consultazione del sito internet www.consiglieraparitatorino.it
Nel corso del seminario è stata, inoltre, presentata la raccolta di tutti i casi trattati in giudizio con il supporto delle Consigliere di Parità della Provincia di Torino nel corso dei due mandati.
La rassegna, curata dall'avv. Barbara Inghilleri collaboratrice dell'Ufficio della Consigliera di Parità è stato accompagnato dalla sua relazione sui più recenti aggiornamenti normativi in materia.